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Scritto da Administrator
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Leggo dalle pagine del Corriere della Sera che il partito di maggioranza relativa che esprime una pletora di ministri e parlamentari della Repubblica ritiene sbagliato accostare Mussolini a Castro perché, mentre il primo è arrivato al potere attraverso una marcia, il secondo lo ha fatto attraverso una rivoluzione. Mi piacerebbe interrogare l'autore di una simile gaffe sul significato della parola "rivoluzione" e forse anche su quello della parola "marcia". Ma il punto non è questo. Il punto è che continuo a vedere una sinistra, anche quella cosiddetta “moderata”, impegnata nel tentativo patetico - neanche troppo dissimulato - di difendere una dittatura sanguinaria come quella che vige a Cuba attraverso ragionamenti strumentali e capziosi. Su una cosa sono d’accordo con gli argomenti utilizzati dal parlamentare dei Ds: accostare Mussolini a Fidel Castro rappresenta una forzatura, frutto evidente della semplificazione giornalistica. Di più, è una follia storica. Senza entrare nel merito delle due esperienze, basterebbe ricordare che mentre la stagione fascista si è conclusa sessant’anni or sono e s'inquadra in un’epoca nella quale valori oggi dati per acquisiti come la libertà di stampa, il suffragio universale e via discorrendo erano ancora appannaggio di pochi, la dittatura di Castro è una realtà nel momento in cui scrivo nero su bianco queste riflessioni, ovvero in un’era nella quale principi fondanti come democrazia e libertà sono universalmente riconosciuti (o tali dovrebbero essere). E questo significa anche che mentre il giudizio sul fascismo compete alla storia, quello sul castrismo attiene alla politica. |
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Scritto da Administrator
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27/12/2006 FINI GIUSTIFICA I MEZZI
 "Subito la Federazione con Forza Italia e Lega. E magari liste uniche già alle Europee. Una legge sulle coppie di fatto valida anche per i gay. Parola di leader. Colloquio con Gianfranco Fini Nel 2007 festeggia i vent'anni alla guida della destra italiana: dal congresso del Msi di Sorrento all'insegna del fascismo Duemila al viaggio a Gerusalemme. "E già: il mio ventennio", scherza Gianfranco Fini: "E trattandosi di ventennio è meglio ricordare che ci sono sempre state le elezioni...". Per festeggiare si è dotato di una fondazione, con nome avveniristico: Fare Futuro. Ma non è l'embrione del super-partito di Fini che va oltre An, di cui si parla da anni."Sarà il luogo in cui elaborare strategie più culturali che politiche tra coloro che si riconoscono nei nostri valori e difficilmente entrerebbero in un partito: personalità della cultura, dell'impresa, dell'università. Anche per contrastare la cosiddetta egemonia della sinistra, più dichiarata che reale: la pretesa di dare la patente alle élite intellettuali". In piazza San Giovanni lei ha stretto un patto pubblico con Berlusconi e Bossi. L'anticamera del nuovo soggetto politico? "C'è in Italia un popolo delle libertà che si è materializzato nella manifestazione di Roma, ma che esiste da tempo. I due schieramenti godono di largo consenso: l'Italia di Berlusconi e quella di Prodi, sempre più minoritaria. Mi auguro che il bipolarismo sia irreversibile. Si può ragionare in modo restauratore, da prima Repubblica, quando si chiedevano i voti per il partito e le alleanze si facevano in Parlamento, noi siamo bipolaristi: lavoriamo non per frammentare, ma per unire. Il popolo delle libertà ha ora bisogno di un'organizzazione: la risposta è la Federazione".
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Scritto da Salvatore Palermo
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IL CIRCOLO PERLASCA VI AUGURA A TUTTI UN BUON NATALE SERENO E FELICE... |
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Scritto da Salvatore Palermo
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Ci risiamo puntualmente con l’inizio del nuovo anno accademico il problema della nuove aule, sia a giurisprudenza che a scienze economiche, continua imperterrito ed inesorabile a persistere. Le strutture che ospitano quotidianamente le lezioni sono a dir poco scioccanti. Un università che si rispetti deve avere delle strutture adeguate, come ingegneria ed architettura, e non come le nostre vecchie cadenti e dislocate praticamente ovunque ( ad archi, alla regione, all’auditorium san paolo, a palazzo zani ecc). Ma siamo zingari o studenti? Oggi grazie all’intervento di un comitato spontaneo ed all’interessamento degli organi preposti a scienze economiche ci si arrangia alla meno peggio. Le lezioni vengono ospitate, tutte quelle del primo anno, presso l’auditorium San Paolo che quando niente garantisce capienza, un unico luogo di svolgimento ma soprattutto la continuità didattica che mancava quando le lezioni si svolgevano alla regione. Fatto sta che comunque questa è l’ennesima toppa ad una situazione strutturale totalmente inefficiente, splendida eredità dell’ex rettore ormai ministro dei trasporti Bianchi. |
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Scritto da Salvatore Palermo
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Più che rispondere al Sig. Stefano Viola, del cui comunicato di sensato c’è solo la parte in cui ci parla della differenze tra i vari palloni che si usano nello sport, preferisco sottolineare la gravità del comportamento del centro-sinistra. Durante la campagna elettorale per le scorse politiche l’attuale premier Prodi definì la Calabria terra prediletta, oggi a sette mesi di distanza non solo non si è fatto nulla di concreto, ma addirittura gli stessi uomini che utilizzavano questi slogan oggi si oppongono al rinnovo del decreto Reggio. La cosa più grave è, però, che tutta la classe politica dell’Ulivo, tanto quella che oggi siede in Parlamento, quanto quella che Governa alla Regione e alla Provincia e che fa opposizione in Comune, non ha speso un parola o mosso un dito per impedire che si danneggiasse la Città. È inutile menzionare tutti i finanziamenti che ha ricevuto Reggio, il taglio del Decreto è un atto puramente politico teso a danneggiare l’amministrazione. Il Sig. Viola parla di fantomatici 210 milioni di euro inviati dal governo Prodi prima e D’alema poi contro i 110 milioni che il governo Berlusconi ha inviato in questi ultimi 4 anni: il problema è che non è una guerra di cifre (Se lo fosse comunque bravi!!!) ma di fatti, è questo che conta. |
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