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Scritto da Salvatore Palermo
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I pacs, patti civili di solidarietà, disorientano e dividono ormai la stessa maggioranza e questo perché affrontano un tema molto delicato quello della famiglia, che viene vista ed interpretata in maniera diversa a seconda delle diverse ideologie politiche. Il Ministro della Giustizia Mastella ha ben fatto a prendere una precisa posizione in merito, al contrario di altri, coerente con gli ideali espressi dal suo partito. Certo cosa ci faccia un cristiano in mezzo a tutti quei laici comunisti ancora non lo sì è capito, ma comunque quello che conta ora come ora è la ragionevolezza e la coerenza con i propri ideali. Azione Giovani e la destra in generale si sono da sempre battuti per la difesa e la valorizzazione della famiglia, proprio per questo non potevamo rimanere inerti di fronte ai pacs. Senza mentirci ne nasconderci dietro falsi feticci ideologici possiamo tranquillamente affermare che le unioni civili alterano il tessuto sociale e quindi vengono a minare la famiglia vera, quella tradizionale. Mi spiego meglio, i pacs non è che istaurano diritti per gli uni e li tolgono ad altri ma creano un nuovo negozio giuridico al quanto pericoloso in quanto presentano determinati fattori di instabilità ad esempio: 1) Non prevedono alcuna norma sui figli, 2) Scaturiscono diritti ma ne obblighi ne vincoli 3) Vi si può recedere tranquillamente in 3 mesi, ecc.
POTETE FIRMARE LA PETIZIONE ON-LINE CLICCANDO QUI: http://www.petitiononline.com/pacs2007/petition.html
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Scritto da Tratto da www.gasparri.it
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Anche questa volta non ci siamo risparmiati la pioggia di titoli oleografici e contraddittori. Secondo “Libero”, sulla vicenda dei pacs “Fini mette in riga i colonnelli”. Ma la “Stampa” titola, invece, in maniera ancora più vistosa: “I colonnelli piegano Fini”. Ma qual è la verità? Alla Camera si sta discutendo di pacs e coppie di fatto in seguito alla presentazione di alcune mozioni parlamentari. Si sono mossi per primi l’Udc, con un proprio atto parlamentare, e una parte cospicua di Forza Italia, con una mozione recante la prima firma dell’on. Bertolini. A quel punto ho deciso di presentare, insieme ad altri colleghi di Alleanza Nazionale, una nostra mozione. Lunedì l’ho illustrata in Aula, annunciando nel mio intervento che probabilmente vi sarebbe stata un’ulteriore mozione di Alleanza Nazionale, in seguito al dibattito che il nostro gruppo aveva in programma nelle ore successive. Ma poiché, al di là dei titoli più o meno folcloristici sono i fatti che contano, vorrei rilevare come la mozione che il presidente del gruppo di AN, La Russa, ha proposto, sia sostanzialmente identica a quella da me promossa, con una aggiunta che non ne altera in alcun modo il contenuto e il valore. Sia nel mio testo che in quello finale si impegna il governo “a non equiparare le convivenze omosessuali alle unioni di fatto eterosessuali, con particolare riguardo alla legittimazione, all’adozione di bambini o alla possibilità di ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistite”. E, analogamente, si impegna il governo “a non assumere iniziative, anche surrettizie, che comportino l’equiparazione tra le unioni di fatto e la famiglia”. Analoghi i punti riguardanti la tutela, già sancita dalla Costituzione, dei figli nati fuori dal matrimonio. Così come coincide la volontà di “promuovere iniziative di carattere sociale, fiscale, economico, a tutela della famiglia fondata sul matrimonio, in base a principi che, prima ancora delle leggi vigenti, derivano dal diritto naturale”.
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