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Azione Giovani
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Ci vediamo in...

In attesa della sede definitiva ci riuniremo in federazione ogni giovedi alle 18:30 in corso Garibaldi 129 sopra la footloker.
 
L'Europa ponga il veto all'ingresso della Croazia nell'Unione se non riconosce eccidio delle foibe PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   

 Chiediamo all`Europa di porre un veto sull`ingresso della Croazia nell`Ue, almeno fino a quando non riconoscerà le responsabilità sull`eccidio del confine orientale e sulle foibe e fin quando non verrà riaperta la discussione sulla restituzione dei beni confiscati agli esuli italiani.

Le parole pronunciate da Mesic risuonano come un atto di accusa gratuito per l`Italia e per la sua storia. Ciò che più di ogni altra cosa lascia allibiti è la sfrontatezza mostrata dalla Croazia che oggi propone una commissione storica congiunta, per non compromettere i rapporti con l`Unione europea. A cosa possa servire resta ancora un mistero: riunire un gruppo di esperti avrebbe senso se l`accettazione di una verità storica fosse il suo presupposto.

E` chiaro  che non è così: l`odio ideologico e l`offensiva sferrata da Mesic contro il Presidente della Repubblica Napolitano, dimostrano l`intenzione di non riconoscere gli errori del passato. Ciò entra in contrasto con lo spirito di condivisione e rispetto che appartiene all`Europa che sta nascendo: chiediamo dunque all`Europa di porre un veto sull`ingresso della Croazia nell`Ue, almeno fino a quando non riconoscerà le responsabilità sull`eccidio del confine orientale e sulle foibe e fin quando non verrà riaperta la discussione sulla restituzione dei beni confiscati agli esuli italiani. Condizione già posta ad esempio alla Turchia in relazione al genocidio armeno.

 
Commemorazioni... PDF Stampa E-mail
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Scritto da Salvatore Palermo   
 

PARTECIPA ANCHE TU ALLA FIACCOLATA IN RICORDO DEI MARTIRI DELLE FOIBE CHE PARTIRA' ALLE 17:30 DAL COMUNE PER RAGGIUNGERE IL MONUMENTO DEI CADUTI, PER L'OCCASIONE LA FACCIATA DEL COMUNE SARA' TRICOLORE...

 
 

Questo è lo splendido volantino realizzato da Rosy

 
 
 
Aderisci anche tu al comitato 10 febbraio PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   

Carissimo,

Il “Comitato 10 Febbraio” nasce in concomitanza con la prima celebrazione della “Giornata del Ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, giuliani e dalmati”.

Finalmente dopo troppi decenni di oblio il Parlamento italiano ha approvato la legge di istituzione della “Giornata del ricordo”, restituendo così dignità alla memoria delle migliaia di italiani trucidati barbaramente sul confine orientale e dei 350.000 connazionali costretti all'esilio dalle terre natie di Istria, Fiume e Dalmazia per sfuggire alla repressione dei partigiani del Maresciallo Tito e alla sistematica pulizia etnica attuata nei confronti dei cittadini italiani.

Tra pochi giorni la Repubblica Italiana celebrerà ufficialmente questa ricorrenza, e questa dovrà essere l'occasione per dimostrare che la storia non può e non deve essere strumento di lotta politica, ma parte integrante della cultura e della tradizione di un popolo, senza amnesie né colpevoli dimenticanze.

A tal proposito il “Comitato 10 febbraio” nasce per creare una sinergia tra tutti coloro i quali intendano celebrare la giornata del ricordo, sensibilizzando le migliaia di italiani che pur non avendo letto questa storia sui loro libri di testo, sono consapevoli di come un popolo che dimentica i suoi martiri non possa considerarsi tale.

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IO RICORDO... PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tratto dal sito www.10febbraio.it   
 Ricordo le migliaia e migliaia di uomini, donne, anziani e bambini, lasciati morire nel buio di una foiba, seppelliti vivi tra i morti. Perché si risparmiassero le pallottole. Ricordo maestri, preti, soldati, operai, studenti seviziati e uccisi dalle milizie comuniste jugoslave nelle scuole, in strada, in chiesa, in casa propria. Cadaveri disseminati senza pietà lungo tutto il confine nord-orientale d'Italia. Ricordo giovani donne torturate con tenaglie roventi, rinchiuse in gabbie di ferro, stuprate ed esposte al ludibrio degli uomini di Tito. Ricordo quei carnefici ancora impuniti, prosciolti dall'accusa di sterminio per aver operato in territorio "extranazionale" o mai neanche processati. Ricordo la disperazione dei 350 mila esuli italiani di Fiume, dell'Istria, della Dalmazia. Costretti ad abbandonare le loro case, le loro terre, i loro ricordi radicati nei secoli. Ricordo migliaia di persone scomparse nel nulla che l'Italia, l'Europa ed il mondo hanno fatto finta di dimenticare. Ricordo il silenzio degli storici di partito e l'omissione complice della scuola pubblica italiana, perché le giovani generazioni non sapessero, perché non ricordassero. Il 10 febbraio di ogni anno, nel "Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano - dalmata e delle vicende del confine orientale" io indosso il fiocco tricolore per tributare il mio riconoscimento a questi Figli d'Italia troppo a lungo dimenticati. Io ricordo. E tu?
 
On. Meloni: dialogo sui diritti, ma vera emergenza è la famiglia PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tratta da family pride   
 La Russa ed Alemanno sono su due diverse posizioni, Gasparri ha profilato un’apertura nei confronti delle coppie di fatto: Alleanza Nazionale presenterà una posizione unitaria o si darà libertà di coscienza come ha proposto Mastella?

La libertà di coscienza di solito non la danno i partiti, ce l’abbiamo tutti quanti. Alleanza Nazionale ha presentato una mozione che è stata sottoscritta dalla stragrande maggioranza del gruppo, quindi anche dall’On. Gasparri che ne aveva presentata un’altra. Penso che sostanzialmente questa sarà la posizione su cui andremo a votazione.

Alleanza Nazionale quali diritti civili è disposta ad accettare?

Questo credo sia il grande punto della questione. Si sta aprendo un dibattito senza sapere realmente di cosa stiamo discutendo. Quando si parla di Pacs diciamo che vanno tutelati tutta una serie di diritti che vengono negati alle persone, anche al di fuori del matrimonio. Ma bisogna vedere quali sono questi diritti visto che molti di questi, come nel caso dell’affitto, ci sono già tutta una serie di sentenze della magistratura che hanno già chiarito la questione e garantiscono diritti.
Si sta facendo una discussione di ordine ideologico da parte di tutti, e non su fatti concreti, mentre dovremmo riuscire a chiarire quali diritti garantire. Noi su questo siamo disposti a dialogare.
Credo sia legittimo che qualora un convivente venga ricoverato in ospedale, possa essere assistito dal proprio partner, ma il discorso cambia quando ci addentriamo su quello che è oneroso per lo Stato come gli assegni familiari e la reversibilità delle pensioni. Bisogna distinguere fra diritti della persona, da garantire, e diritti della persona in relazione alla coppia. Non credo che si possa equiparare qualunque genere di convivenza alla famiglia tradizionale.

Lo stesso discorso vale anche per le coppie omosessuali?

Per quanto riguarda i diritti della persona ci possono essere convergenze.

Per mettere in difficoltà il Governo voterete la mozione presentata dall’Udeur?

Diciamo che ci stiamo pensando. Il dato è che sulla vicenda dei Pacs si aprono delle crepe profonde all’interno della maggioranza e questo succede quando si vogliono mettere insieme il diavolo e l’acqua santa; come sta succedendo anche sull’Afghanistan. La mozione dell’Udeur ha maggiori convergenze con le proposte dell’opposizione rispetto a quelle della maggioranza.

Grillini (Ulivo) dice che i Pacs non sono una minaccia per la famiglia tradizionale, che cosa ne pensa?

Non è una questione di minaccia. Il punto è che l’architrave della nostra società è la famiglia fondata sul matrimonio, come riconosce la nostra Costituzione, e gioca un ruolo unico, rigenerativo e fecondo. Non credo che si debba giudicare chi fa una scelta diversa da quella del matrimonio civile o religioso.
Chi liberamente compie questa scelta va rispettato, ma decidendo di non prendersi determinate responsabilità non può essere equiparato alla famiglia nelle attenzioni dello Stato.

La discussione sui Pacs sta distogliendo l’attenzione dalle politiche a sostegno della famiglia?

Mi sembra che l’attuale governo sia molto spostato da quella che si può definire una vera emergenza nazionale, come confermano i dati Istat.
Quella sui Pacs è sicuramente una questione importante, ma che non attiene alla crescita e al sostentamento di 22 milioni di famiglie messe in ginocchio dalla Finanziaria. L’esecutivo in carica si fa prendere da questioni contingenti, ma per motivi ideologici non è capace di investire sulla famiglia. In Francia da decenni hanno scelto di sostenere la famiglia come priorità bipartisan e stanno ottenendo grandi risultati e anche nell’attuale campagna elettorale continua ad essere uno dei temi fondamentali.

 
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