
La scelta di lasciare Alleanza Nazionale compiuta da Francesco Storace non mi interessa granché, si tratta di una decisione che certamente non condivido, ma che rispetto, come rispetto doverosamente il suo percorso nella storia della destra italiana. Mi interessa, e molto, il simbolo che ha scelto per identificare il partito politico prossimo venturo di cui intende essere fautore. Mircea Eliade diceva che attraverso il simbolo, il mondo diviene trasparente all'uomo e assume ai suoi occhi un significato. Ebbene quel simbolo, quella torcia impugnata da una giovane mano, non può appartenere a Storace, come non appartiene a me, né a Gianfranco Fini, né a nessun altro. Quel simbolo è di esclusiva proprietà dell’organizzazione giovanile della destra italiana. Sto parlando della Giovane Italia, divenuta il Fronte della Gioventù, divenuto Azione Giovani. Molti altri prima dell’ex senatore di AN, con storie piene di onore e coerenza politica, sono usciti dal partito di riferimento di quel movimento giovanile, si allontanarono dal Movimento Sociale Italiano o da Alleanza Nazionale. Capiterà inevitabilmente, legittimamente, che anche altri dopo di lui compiranno la stessa scelta, è nella natura dei partiti politici, eppure mai, sottolineo mai, nessuno sinora aveva pensato di strappare quel simbolo ai legittimi proprietari per una propria, personale, speculazione politica. Quel simbolo ha raccontato troppe storie gioiose e tragiche per venire arruolato in una scelta di parte, o peggio per venire trascinato in una querelle giudiziaria senza dignità. |