LA NOSTRA CULTURA La Nostra cultura non è un contenitore di nozioni, di precetti, di ideologie. La Nostra cultura non nutre uomini in provetta o semplici ripetizioni di se stessi. La nostra cultura è un eterno divenire, frutto di contaminazioni e sperimentazioni che muovono da una visione del mondo secolare, consolidata e condivisa. La nostra cultura è fatta di esempi, uomini, idee che forniscono le chiavi di comprensione del presente e sono rivolte al futuro. Il “ribelle” di Junger, ad esempio, era “hic et nunc”, qui ed ora, non viveva di ricordi, ma trovava nel passato e nel presente le ragioni per pensare ad un futuro che rispondesse ad una determinata concezione dell’esistenza. La nostra cultura non ha tempo: si nutre della concezione imperiale di Carlo Magno per parafrasare l’idea di un’Europa dei Popoli, come del volto sereno e determinato di Paolo Borsellino, simbolo di un’esistenza sacrificata alla lotta alla mafia ed alla difesa delle proprie idee; una cultura “identitaria”, nazionale ed europea, legata alla grande tradizione del Vecchio Continente. La nostra cultura è la dimensione “verticale” dell’esistenza che ritroviamo nelle pagine del pensatore cattolico e spiritualista Augusto Del Noce, così come il ruolo determinante dell’individuo, motore e fulcro del proprio destino, cantato dal Zarathustra di Nietzsche. La nostra cultura è quella di una Terza Via, politica, militare ed economica, ieri declinata in chiave esclusivamente anti – americana dagli autori della Nuova Destra italiana ed europea, oggi arricchitasi delle analisi di intellettuali come Andrè Glucksmann, cantore di un’Europa che si ribella alla fine della storia, aperta alla modernità ed alla modernizzazione, ma capace di difendere la propria specificità identitaria e culturale. La nostra cultura è quella del Marcello Veneziani “interventista”, teso a riportare ad una dimensione centrale il ruolo del “pensiero” nell’azione politica quotidiana, convinto che la Cultura non sia soltanto un inutile orpello, ma rappresenti invece un patrimonio da difendere e tutelare per una Nazione che pretende di essere protagonista del proprio destino. La nostra cultura è tutto questo e molto di più. Non è riconducibile ad un progetto politico perché non potrebbe esserlo, ma è una splendida eresia, come la definirebbe Berto Ricci. A questa Cultura riconosciamo il diritto delle contaminazioni e della critica: senza rimozioni, senza amnesie, con il coraggio di trovare percorsi inediti per una nuova Ideologia italiana. Tratto dal sito nazionale di AG www.azionegiovani.org
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